sabato 19 settembre 2015


Cio' è frutto di un etica o di una morale che dovrebbe prescindere da influssi di
carattere religioso o da ogni altro condizionamnto ma naturalmente qui entra in 
gioco l'individualita' di ogni persona intesa come essere "normale" privato
di connotazioni partocolari e differenti (IV° parte)




 

1 commento:

Anna Asophia ha detto...

...alla fine si tratta di capire cosa è normale e cosa non lo è? ...
ancora mi sfugge "questo capire"
come tu stessa dici, molti sono i fattori contingenti legati a questo concetto, a misura di ognuno di noi.

la vergogna del debole è facilmente maleabile, in petali che cadono.
la vergogna del forte si può incitare in rabbia, esplosione vulcanica.
trovare la giusta equazione con noi stessi e il resto, consapevolezza, convivenza.

un caro saluto
grazie per avermi portato dalle tue parti-
A.T.